28 ott 2005

Guerra agli umani

Molte ragazze hanno un affilato senso critico e lo brandiscono senza precauzioni.
Il sottoscritto ne sa qualcosa.
Frequentare una donna e mantenere l'autostima è una gara dura.

(Wu Ming 2, Guerra agli umani)

26 ott 2005

Libri che cambiano la vita

Mi piace l'iniziativa di Repubblica sui libri che cambiano la vita.
Per il tema che tratta, naturalmente. I libri suscitano emozioni e quando la gente parla della proprie emozioni te ne accorgi al volo. Puoi addirittura fare a meno delle faccine ...
E poi perchè se sei alla perenne ricerca di idee, spunti, suggerimenti, impressioni qui ne trovi davvero un'infinità.

Restano alcune curiosità.
Cosa avrà voluto dire il lettore che ha indicato nell'"Autobiografia" di Rocco Siffredi il libro che gli ha cambiato di più la vita?
E la lettrice che ha visto la luce dopo aver letto "I love shopping"?

Dimenticavo, il mio è qui a sinistra.

A buon rendere

Roma, 25 ottobre 2005.
L'onorevole
Santanchè (AN) saluta studenti e professori che manifestano contro la riforma Moratti.

24 ott 2005

Ho una teoria ...

... la mia teoria è che a John Cusack non scrivono i dialoghi ma lo lasciano fare.
PartnerperfettoPUNTOcom ne è la dimostrazione (ennesima).
Ogni volta che tocca a JC il livello si alza e la lama si affila.
Insomma, la faccio breve, è un grande.

Cosa dice di tanto straordinario?
Beh, tante cose, piccole e grandi, tutte in perfetto stile JC.
Mi limito ad una.

Quando inizi una storia con una donna tu non lo sai ma lei ha già scritto il finale, ha già in mente la sceneggiatura.
Tutto quello che puoi fare, col tempo, è scoprirla ma non hai nessuna possibilità di cambiarla.
A meno che tu non esca dai binari previsti per il tuo personaggio.
In quel caso
sei fuori, perdi la parte!
E il film, semplicemente, finisce prima.

Insomma, esci al primo atto.

Lo adoro.

19 ott 2005

Sindrome Amaro Montenegro

Come mi sento di questi tempi?
Come una di quelle bestiole rimesse in libertà dopo aver ricevuto i soccorsi del veterinario globetrotter dell'Amaro Montenegro.
Lievissimamente sotto osservazione ...
Starò diventando refrattario al buonismo ma a me tutto questo scrosciare di applausi alla minima cagata sociale che faccio mi fa venire l'orticaria.

12 ott 2005

LAPOteosi della comicità involontaria

Pare che il coma del ramPollo di casa Agnelli sia farmacologico.
Di certo quello di stampa e media è irreversibile.

Il carrozzone non perde un colpo: fesserie, strumentalizzazioni, semplici minchiate, moralismo di terza mano, anti-moralismo di quarta, fotoritocchi che vengono a noia in pochi secondi, barzellette prevedibili.

In testa, a questo giro, Feltri, la Aspesi e il solito Borghezio, inspiegabilmente ancora a piede libero.
Tenta di uscire dal come Filippo Facci (curiosamente su "Il giornale"): meritevole.

Ci salviamo con la gente "comune", quella dei NG e dei blog.
Almeno lì non è sfuggito come tutta la vicenda venga presentata con una discrezione maldestra che sfocia nella comicità involontaria.

In sintesi: il trans pugliese che ha dato l'allarme è "Lino B."; agli altri due presenti la stampa si riferisce come D. e G.


Quando la realtà supera la fantasia ...

5 ott 2005

ORA BASTA!

Succede che un allenatore di calcio ci resti in diretta tv, su un'emittente locale.
Succede che poche decine di minuti dopo Mentana dia la notizia su Matrix e scelga di rimandare le immagini del decesso.
Succede che La Stampa pubblichi il prevedibile editoriale assolvi-tv.
Succede infine che mi rompo le palle e scrivo alla giornalista autrice del pezzo (Alessandra Comazzi).
Ora vedremo che succede.
Io intanto mi sono tolto un sassolino da una scarpa sempre più colma e sto vagamente meglio.
(seguono l'editoriale e la mia lettera all'autrice)



Ipocrisia cattiva consigliera (di Alessandra Comazzi, La Stampa, 5 ottobre 2005)

Suvvia, non facciamo gli ipocriti. In televisione ne vediamo di tutti i colori, violazioni della privacy continue, telecamere nascoste o palesi a seguire deliberatamente la vita in tutte le sue fasi, e pure la morte. E adesso molti si scandalizzano perché «Matrix» ha trasmesso in diretta il malore tragico di Franco Scoglio. Che è una cosa orribile, eppure naturale: avvenuta, per drammatica combinazione, sotto l’occhio rosso della telecamera.

Il problema originario è che sempre più fasi dell’esistenza si svolgono nella cosiddetta «piazza virtuale», sotto lo sguardo vigile del Grande Fratello, non quello di Canale 5 ma quello di Orwell. Scoglio stava partecipando a un programma in diretta, non è stato inseguito nei camerini o dentro casa sua, contro la sua volontà: si era consapevolmente messo nelle condizioni di apparire.
Tutte le volte che una persona, comune oppure no, accetta di andare in video, accetta anche le conseguenze.

La privacy è già violata in partenza e le regole si conoscono, si conoscono fascino dell’orrido e voyeurismo.
Quando durante una gara di Formula Uno una macchina va a schiantarsi, forse la telecamera toglie discretamente il disturbo? Quando le bombe scoppiarono in diretta mentre Giovanna Botteri conduceva il Tg3, la telecamera forse si allontanò? Restò e documentò. Sebben che sia la morte: è lei che è sconcia e indiscreta, non la tv.


Opportunismo cattivo consigliere

Quando gli indichi la luna lo stolto guarda il dito.
Non me ne voglia, cara Alessandra, ma credo che per una volta lei non abbia colto nel segno, nel suo editoriale di oggi.
Sono almeno due i centri che Lei ha mancato.
Il primo è l'oggetto del contendere.
Perchè concentrarsi sulle troppe "dirette" di cui la tv ormai si alimenta quando qui il problema è una differita?
La morte di Scoglio non è avvenuta su Matrix ma in un'altra diretta. Mentana ha scelto di mandare un filmato, di riavvolgere un nastro per riproporre una non notizia.
Credo che se avessimo ancora la voglia o l'onestà intellettuale di fare delle distinzioni, questa meriterebbe qualcosa di più dell'assimilazione che le garantisce il suo pezzo.
Quando all'indignarsi, ancora una volta mal dirige i suoi corsivi.
Molti telespettatori, mi creda, hanno da tempo lasciato l'indignazione per la ribellione.
Questa mia ne è un esempio, ma la Rete ne è piena.
La rete, non la tv, nè, ahimè la carta stampata.

Che alla sconcezza e all'indiscrezione della vita non si possa dare un taglio è cosa certa.
Lo si potrebbe dare alla pornografia del dolore, perchè gratuita.
E alle lezioni sul dovere/diritto di cronaca, perchè stantie e sempre più sospette.

Ci pensi.

4 ott 2005

No woman? No cry!

Niente donne? Non ne farei un dramma ... e così ho parafrasato lo zio Bob (che si sa, intendeva ben altro).

Anche perchè, al momento, non sembro trovare eccezioni alle seguenti tipologie:
- vorrei ma non posso
- potrei ma non voglio
- non so se voglio/posso ma mi sa che non riesco


Non mi resta che aggrapparmi a Barney ...

L'umanità, con tutta evidenza imperfetta, non ha ancora concluso il suo ciclo evolutivo.
In un prossimo futuro, magari solo per comodità, i genitali dei due sessi saranno al posto oggi occupato dalla testa, e le bevute, sempre meno necessarie, le faremo sotto la cintura.
Il che consentirà a giovani e meno giovani di incastrarsi a dovere senza preliminari romantici e senza quel defatigante armeggiare con cerniere lampo e bottoni.
In altre parole, gli umani saranno in grado di stabilire quello che Forster chiamava "un semplice contatto" aspettando che scatti il verde al semaforo, in coda al supermercato, sulla panca di una sinagoga o di una chiesa.
Tanto il brutale "fottere" quanto il più delicato "fare l'amore" lasceranno posto a frasi tipo "Oggi passeggiando per la fifth Avenue ho incrociato una bona pazzesca, e le ho dato una bella capocciata".
L'aspetto sorprendente di questa evoluzione culturale è che i luoghi proibiti dove si daranno convegno i peccatori (sbottonandosi la patta o calandosi le mutande per fare due chiacchere come si deve) non saranno più i bordelli, o casini che dir si voglia, ma le biblioteche, sotto costante minaccia di chiusura a opera della Buoncostume letteraria. E la nuova malattia sociale sarà l'intelligenza.
Quando tutto questo accadrà, ricordati che per la prima volta lo hai letto qui.

3 ott 2005

Una serata tra amici ...

... una chitarra, uno spinello.

Questo diceva tempo fa l'inarrivabile Elio.
SUPERATO.
L'altra sera - TG1 - intervista ad una ballerina brasiliana presente alla "festa Calissano" (quella in cui il cosiddetto "cocktail mortale" ha fatto una vittima).
Dichiarazione della ragazza: "non stavamo facendo niente. Era una serata normale, un tranquillo coca party".
Giornalista impassibile, l'intervista prosegue ...

Un tranquillo coca party?
Un tempo le serate normali, tranquille, erano quelle in cui noleggi un video e te lo vedi spaparanzato sul divano ...
Ma ora finalmente abbiamo sdoganato anche il tranquillo coca party.
In prima serata.

Bene, avanti così.