Se già i dubbi erano pochi, la pantomima di ieri (mi dimetto, "non mi sono dimesso") me li ha definitivamente dissipati.
Non è il rispetto della sovranità popolare ad aver indotto il nostro premier a salire al Quirinale per fare la sorpresa a Ciampi.
Nè c'entrano ragioni di ordine politico, siano esse valutazioni sul potenziale di rimonta di un eventuale berluscabis o gli effetti dei veti incrociati.
Non è a questo livello che si è consumato il colpo di scena e nemmeno a livelli più astratti, come la sindrome da supermercato, cioè la tentazione/speranza di invertire la crisi di "vendita" limitandosi a cambiare la disposizione della merce sugli scaffali e non la merce stessa.
Niente di tutto questo.
L'unica e sola ragione per cui le cose vanno come vanno, cioè il cavaliere resta ostinatamente in sella malgrado appaia evidente a tutti l'autolesionismo della cosa è ben più semplice: vuole battere il record, passare alla Storia per aver condotto la legislatura per tutti e cinque gli anni.
Il presidente arroccato ...
19 apr 2005
11 apr 2005
3 minuti di silenzio, 87 di vergogna
Non ho condiviso la decisione di fermare lo sport per una settimana.
Non l'ho condivisa perchè puzzava di esibizionismo ipocrita lontano chilometri.
Ci sono molti modi di vivere il dolore.
Il mondo del calcio, salvo sparutissime eccezioni, ha scelto quello più plateale e fasullo.
C'è chi si è fatto la coda come qualsiasi pellegrino (Zeman e famiglia) e chi l'ha scavalcata per ragioni di ordine pubblico (Roma e Lazio).
C'è chi è convenuto a Roma senza che succedesse nulla (milioni di persone) e chi ha scardinato l'ordine pubblico secondo copione (il solito centinaio di imbecilli).
Vogliamo smetterla di chiamarlo sport?
Lo sport non si può sospendere semplicemente perchè non esiste da tempo.
Quello che ne resta dovrebbe avere quantomeno la decenza di non aprofittare di eventi con cui non ha NULLA a che fare per sciacquarsi la coscienza fino alla bestemmia successiva.
Non l'ho condivisa perchè puzzava di esibizionismo ipocrita lontano chilometri.
Ci sono molti modi di vivere il dolore.
Il mondo del calcio, salvo sparutissime eccezioni, ha scelto quello più plateale e fasullo.
C'è chi si è fatto la coda come qualsiasi pellegrino (Zeman e famiglia) e chi l'ha scavalcata per ragioni di ordine pubblico (Roma e Lazio).
C'è chi è convenuto a Roma senza che succedesse nulla (milioni di persone) e chi ha scardinato l'ordine pubblico secondo copione (il solito centinaio di imbecilli).
Vogliamo smetterla di chiamarlo sport?
Lo sport non si può sospendere semplicemente perchè non esiste da tempo.
Quello che ne resta dovrebbe avere quantomeno la decenza di non aprofittare di eventi con cui non ha NULLA a che fare per sciacquarsi la coscienza fino alla bestemmia successiva.
8 apr 2005
Fede, speranza ... per carità
Fino a qualche giorno fa Fede mi procurava un fastidio assoluto, epidermico, quasi molesto.
Ora mi diverte.
Certo i disastri di cui è stato complice restano ed evidentemente li pagheremo molto cari, perchè - premesso che non si dovrebbe esserlo mai - c'è modo e modo di essere faziosi e il suo è giornalisticamente, socialmente, politicamente e culturalmente devastante e - quel che è peggio - senza ritorno.
Fede ha sdoganato le peggio cose e non lo ha fatto in un talk-show ma in un telegiornale.
Evidenti falsità, stretegiche omissioni, frizzi e lazzi, facce e faccette, silenzi che parlano, nomi volutamente storpiati, foto accuratamente "scelte", strumentalizzazione sistematica di qualsiasi cosa, da un tunnel di Kakà alla morte del Pontefice.
Dice: "sì ma in fondo è divertente, folkloristico".
Non sono d'accordo; folkloristico lo è 2 minuti, poi diventa pericoloso.
Come gocce d'acqua che cadono con implacabile regolarità.
La prima goccia magari rinfresca, la seconda distrae ma dalla terza in poi è solo un rubinetto che perde e fa danni.
Ma, come noto, tutto passa.
E insieme al suo vate megalomane (e ormai paranoico) passerà evidentemente anche lui, lo zelante discepolo ormai accecato dalla devozione.
Spettacolare esempio ieri sera a "8 e mezzo".
Ferrara che confeziona con innegabile sapienza l'ennesimo salvagente strategico per il cavaliere, cercando di dipingerlo come il sognatore anticonformista di un collossal Hollywoodiano (sconfitto dalle avversità ma in realtà atteso dal più perfetto degli happy end) e suggerendogli nemmeno troppo velatamente di imparare a considerare la sconfitta come qualcosa di accettabile e non come la fine del mondo.
E Fede che fa?
Quello che mezza Italia (anzi: più di metà, ormai ...) spera.
Incita il Cavaliere ad essere ancora più se stesso, a combattere come e più di prima, a usare ancora di più la comunicazione per rimediare a quello che poche ore prima lo stesso Cavaliere martire aveva indicato come il suo unico vero errore: non aver potuto cantare, dovendo portare la croce.
Semplicemente meraviglioso.
Ora mi diverte.
Certo i disastri di cui è stato complice restano ed evidentemente li pagheremo molto cari, perchè - premesso che non si dovrebbe esserlo mai - c'è modo e modo di essere faziosi e il suo è giornalisticamente, socialmente, politicamente e culturalmente devastante e - quel che è peggio - senza ritorno.
Fede ha sdoganato le peggio cose e non lo ha fatto in un talk-show ma in un telegiornale.
Evidenti falsità, stretegiche omissioni, frizzi e lazzi, facce e faccette, silenzi che parlano, nomi volutamente storpiati, foto accuratamente "scelte", strumentalizzazione sistematica di qualsiasi cosa, da un tunnel di Kakà alla morte del Pontefice.
Dice: "sì ma in fondo è divertente, folkloristico".
Non sono d'accordo; folkloristico lo è 2 minuti, poi diventa pericoloso.
Come gocce d'acqua che cadono con implacabile regolarità.
La prima goccia magari rinfresca, la seconda distrae ma dalla terza in poi è solo un rubinetto che perde e fa danni.
Ma, come noto, tutto passa.
E insieme al suo vate megalomane (e ormai paranoico) passerà evidentemente anche lui, lo zelante discepolo ormai accecato dalla devozione.
Spettacolare esempio ieri sera a "8 e mezzo".
Ferrara che confeziona con innegabile sapienza l'ennesimo salvagente strategico per il cavaliere, cercando di dipingerlo come il sognatore anticonformista di un collossal Hollywoodiano (sconfitto dalle avversità ma in realtà atteso dal più perfetto degli happy end) e suggerendogli nemmeno troppo velatamente di imparare a considerare la sconfitta come qualcosa di accettabile e non come la fine del mondo.
E Fede che fa?
Quello che mezza Italia (anzi: più di metà, ormai ...) spera.
Incita il Cavaliere ad essere ancora più se stesso, a combattere come e più di prima, a usare ancora di più la comunicazione per rimediare a quello che poche ore prima lo stesso Cavaliere martire aveva indicato come il suo unico vero errore: non aver potuto cantare, dovendo portare la croce.
Semplicemente meraviglioso.
Let it be ... latinorum
L'esercito dei giornalisti bulimici si è scaraventato sul testamento del papa che non c'è più con la stessa foga con cui i centometristi escono dai blocchi della finale olimpica.
Par di vederli, scorrere istericamente alla ricerca del passaggio più significativo da inserire alla velocità della luce nel caricatore della mitragliatrice mediatica.
Quel che non ha fatto la bulimia giornalistica, poi, lo ha fatto la cifra imitativa che contraddistingue l'informazione globalizzata, col risultato che pochissimi minuti dopo la diffusione della traduzione del testamento già si sprecavano i caratteri/font cubitali: "il papa pensò a dimettersi".
Pare invece che "nunc dimittis" sia un false friend ante-litteram più vicino ad un "let it be" escatologico che a un proposito di abbandono.
Guasti della lettura veloce, dunque.
Guasti che fan tornare alla mente l'impagabile Woody:
"Ho fatto un corso di lettura veloce, ho imparato a leggere trasversalmente alla pagina e ho potuto leggere "Guerra e Pace" in venti minuti.
Parlava della Russia".
Par di vederli, scorrere istericamente alla ricerca del passaggio più significativo da inserire alla velocità della luce nel caricatore della mitragliatrice mediatica.
Quel che non ha fatto la bulimia giornalistica, poi, lo ha fatto la cifra imitativa che contraddistingue l'informazione globalizzata, col risultato che pochissimi minuti dopo la diffusione della traduzione del testamento già si sprecavano i caratteri/font cubitali: "il papa pensò a dimettersi".
Pare invece che "nunc dimittis" sia un false friend ante-litteram più vicino ad un "let it be" escatologico che a un proposito di abbandono.
Guasti della lettura veloce, dunque.
Guasti che fan tornare alla mente l'impagabile Woody:
"Ho fatto un corso di lettura veloce, ho imparato a leggere trasversalmente alla pagina e ho potuto leggere "Guerra e Pace" in venti minuti.
Parlava della Russia".
6 apr 2005
La deriva paranoide
"Il premier che dovrebbe reggere lo Stato, governando, definisce l'opposizione come l'anti-Stato, l'imprenditore piduista giudica "occulto" il mondo della sinistra, l'uomo più ricco d'Italia sostiene che i poteri forti congiurano contro la Repubblica.
Siamo davanti a una deriva paranoide che imbarazza gli alleati e sconcerta i cittadini, perché ha perso ogni legame con la realtà.
La sconfitta rovescia nel dramma il titanismo del Cavaliere, in una stagione da "muoia Sansone con tutti i filistei" che durerà fino alle elezioni ed è cominciata proprio ieri. Con il berlusconismo che va giustamente a morire in televisione, là dove era nato undici anni fa."
(Ezio Mauro, Repubblica del 6 aprile).
Siamo davanti a una deriva paranoide che imbarazza gli alleati e sconcerta i cittadini, perché ha perso ogni legame con la realtà.
La sconfitta rovescia nel dramma il titanismo del Cavaliere, in una stagione da "muoia Sansone con tutti i filistei" che durerà fino alle elezioni ed è cominciata proprio ieri. Con il berlusconismo che va giustamente a morire in televisione, là dove era nato undici anni fa."
(Ezio Mauro, Repubblica del 6 aprile).
Un anno ancora
Ha perso perchè i poteri forti congiurano contro di lui.
Ha perso perchè ha lasciato troppo spazio ai suoi alleati.
Ha perso perchè non è tornato in campo, perchè non si è speso in prima persona.
Ora deve avere carta bianca perchè è l'unico che può rimontare.
Prontamente il coro dei fedelissimi si è allineato.
"Una cosa e' certa e cioe' che scontiamo l'assenza del presidente Berlusconi nella campana elettorale'', sottolinea Elisabetta Gardini.
"La leadership non si discute", tuona Calderoli.
Bene così, bene così.
"Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino, come il vaiolo. Per guarire da Berlusconi ci vuole una bella iniezione di vaccino di Berlusconi".
(Indro Montanelli: Il Fatto, Rai Uno, 27.03.2001)
Ha perso perchè ha lasciato troppo spazio ai suoi alleati.
Ha perso perchè non è tornato in campo, perchè non si è speso in prima persona.
Ora deve avere carta bianca perchè è l'unico che può rimontare.
Prontamente il coro dei fedelissimi si è allineato.
"Una cosa e' certa e cioe' che scontiamo l'assenza del presidente Berlusconi nella campana elettorale'', sottolinea Elisabetta Gardini.
"La leadership non si discute", tuona Calderoli.
Bene così, bene così.
"Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino, come il vaiolo. Per guarire da Berlusconi ci vuole una bella iniezione di vaccino di Berlusconi".
(Indro Montanelli: Il Fatto, Rai Uno, 27.03.2001)
1 apr 2005
Ora pro nobis
Il papa sta male? Tranquilli, io sono sempre qui.
Inutile pensare alla successione a Karol Woytila.
La puntata di ieri sera di Porta a Porta ha condotto una lunga intervista al suo über omnia, il Cavaliere. Per rassicurare il pubblico, è stato ritenuto opportuno non interrompere la trasmissione per diffondere notizie in diretta dal Vaticano.
La redazione giornalistica del TG 1 avrebbe voluto almeno trasmettere in sovrimpressione "abbiamo le mani legate" ma per non allarmare il pubblico ulteriormente alla fine è andato in onda un rullo con scritto che la puntata era registrata. Dal futuro.
Lo ripeto: domenica sapete cosa fare.
(da www.pecus.it)
Inutile pensare alla successione a Karol Woytila.
La puntata di ieri sera di Porta a Porta ha condotto una lunga intervista al suo über omnia, il Cavaliere. Per rassicurare il pubblico, è stato ritenuto opportuno non interrompere la trasmissione per diffondere notizie in diretta dal Vaticano.
La redazione giornalistica del TG 1 avrebbe voluto almeno trasmettere in sovrimpressione "abbiamo le mani legate" ma per non allarmare il pubblico ulteriormente alla fine è andato in onda un rullo con scritto che la puntata era registrata. Dal futuro.
Lo ripeto: domenica sapete cosa fare.
(da www.pecus.it)
Perle odierne
Berlusconi vuole raccogliere tutti gli insulti che ha ricevuto in questi anni e poi pubblicarli in un libro. Sarà un best seller.
Errare e' umano, ma per fare veramente casino serve la password di amministratore.
Errare e' umano, ma per fare veramente casino serve la password di amministratore.
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