Lei ha il righello di carta, lui semmai va a spanne.
Lei si scioglie davanti alle chaisse-longue, lui al più strizza l'occhio al poggiapiedi.
Lei zigzaga euforica, lui la segue come un'ombra svogliata.
Lei conta i ripiani, lui i minuti.
Lei apre ante, lui chiude ante.
Lei collauda, lui la guarda.
Lei afferra, lui ripone.
Lei vuole una stampa, lui la Gazzetta.
Lei vagheggia, lui vagola.
Lei annota, lui smessaggia.
Lei pianifica il futuro, lui il dopocena.
Lei propone il salmone affumicato, lui sogna il kebab.
Lei lo guarda "due cuori, una capanna", lui la guarda "vado a vivere da solo".
Lei sogna il letto a baldacchino, lui il letto e basta.
Lei rifarebbe il giro da capo, lui non ce la fa più.
Lei fa per tornare indietro, lui sbotta.
Lei lo richiama "non alzare la voce, qui", lui alza la voce lì.
Accade all'Ikea.
Il mio cellulare quando trilla, trilla.
Nel senso che fa un trillo.
Non mi sono ancora arreso all'idea di sostituire il trillo con una suoneria.
Forse perché non mi sono ancora arreso all'idea che una cosa come una suoneria possa far capire meglio chi sono, possa concorrere a rappresentarmi.
Ma ammettiamo per un attimo che ci sia del vero nell'assunto: "dimmi che suoneria hai e ti dirò chi sei".
Cosa vorrà dire il collega cui è appena squillato il cellulare, intonando "le tagliatelle di nonna Pina"?
Paolo Conti chiama Don Luciano.
Conti: "Guarda io credo che noi abbiamo fatto già molto e cerchiamo di fare il meno possibile, una roba che cerchiamo di fare adesso vediamo ma l'orientamento che c'è in commissione Luciano è quello di volumizzare insomma quindi"
DL: "Si vabbé ma"
E poi c'è ancora gente che va in giro a parlare di stile juve ...
Dunque Carlo Azeglio ringrazia e declina.
Leggi il suo breve comunicato e ci senti qualcosa di rivoluzionario, tanto la sua è una voce fuori dal coro.
Poi ci rifletti e ti rendi conto che è il coro ad essere stonato, dissonante. Ciampi è un solista involontario.
Lui segue lo spartito, fedelmente.
Sono gli altri che improvvisano, interpretano, modificano e a volte stravolgono.
Quelli che un'indagine rende dei perseguitati, una colpa delle vittime, un risultato avverso dei defraudati.
Quelli che le istituzioni le usano anzichè servirle.
Quelli per cui la regola è un impiccio, la divergenza un fastidio e il dissenso ottusità o malafede.
Ciampi segue lo spartito; il suo è alla fine e non è tradizione concedere bis. Per cui, incurante degli schiamazzi, suona le ultime note e se ne va.
Un rivoluzionario.