27 nov 2006

Il futuro che non c'è

Sono stato ad una di quelle riunioni plenarie in cui un manipolo di dissociati delinea scenari strategici e spiega agli strati intermedi il perchè di una rivoluzione imminente.
All'uscita ho guardato le espressioni dei partecipanti.
Sembrava il casting del Titanic.

24 nov 2006

Il bulletto dai piedi di balsa

Nel boschetto della mia fantasia
c'è un fottio di animaletti un pò matti inventati da me,
che mi fanno ridere quando sono triste,
mi fanno ridere quando sono felice,
mi fanno ridere quando sono medio;
in pratica mi fanno ridere sempre,
quel fottio di animaletti inventati da me.

C'è il bulletto che tarocca le schede
il bulletto che non sente e non vede
e indovina chi c'è?
C'è pure il bulletto a manetta sul viadotto
il bulletto col suo giornaletto
Quattro ne ho inventati;
sono gli animali della mia e della tua fantasia.

Ma un giorno un bulletto lecchino perfetto
si recò dal bulletto col capello rifatto
e gi disse: "C'è il bulletto che scrive il diarietto
che parla molto male di te:
sostiene che i voti non sono poi quanti sostieni
ma sono in effetti quattro schede bislacche
ricoperte da una fitta serie di patacche".

"Mio caro bulletto ascolta il capetto, qui nessuno è perfetto
L'amico bulletto che scrive il diarietto ha scoperto la verità:
egli ha nascosto una microspia, nelle nostre sezioni
e nei nostri broglioni, così ha scoperto che io, solo io,
sempre io, anche io, nient'altro che io, si si proprio io......
Sarei stato sicuro rieletto,
proprio grazie a quel bel tarocchetto:
accusavo il bulletto magretto magretto
ma intanto le bianche gli sfilavo di sotto"

Ma la legge prevede una pena aggiuntiva
per questo reato, l'ascolto forzato di.........

Nel boschetto della mia fantasia
ora c'è un bulletto senza più i voti
che invoca pietà,
quand' ecco che un piccolo amico si avvicina.......

Mi presento: son Saverio Francesco
e come avrai intuito adesso stai fresco ...

23 nov 2006

Vorrei dirle una parola in confidenza

E' più forte di me!
Io, alle persone di una generazione avanti alla mia, il tu non riesco tanto facilmente a darlo.

Solo che a volte mi mettono in difficoltà, costringendomi ad abbandonare il "lei", mio malgrado.
E' accaduto ieri, con un cliente particolarmente su di giri, che mi ha accolto chiedendomi aggiornamenti sulla fauna sottostante (il suo ufficio, in pieno centro).

Certo, se fossi rimasto fedele alla linea del lei, ne sarebbe uscito un botta e risposta decisamente più surreale.
Questo.
- Tu che arrivi da fuori ... c'è figa in giro?
- Le dirò, non così tanta ...

20 nov 2006

Videopagàtela

Sì, lo so, le legge del taglione non è più in da tempo.
Però è più forte di me; io i giovani che bulleggiano, filmano e youtubano li ripagherei della stessa moneta.
Che li mettano a togliere le cartacce dai viali o a dipinger staccionate, io li filmerei.
Tutti.
E in alta risoluzione.
Perchè se il mondo non è cambiato troppo c'è una cosa temuta più di qualsiasi altra, a quell'età.
Ed è lo sputtanamento.
Occhio per occhio, clip per clip.

16 nov 2006

Speriamo resti femmina

Stamattina in radio hanno detto che nelle prime otto settimane di vita (di vita fetale) siamo tutti femmine e che se proprio dobbiamo diventare maschi, beh ... non se ne parla se non a partire dalla nona (detto per inciso: se esce "Mondo 2.0" spero che l'Architetto questi due mesi en rose non li piazzi all'inizio ma a caso, quando meno te l'aspetti).
Resta invece fitto il mistero su quando si diventi uomini.

Between before and AFTER

Una donna parla a una telecamera, la sua è una confessione a cuore aperto.
La donna non ne può più del suo corpo e in particolare del suo seno, troppo piccolo e per giunta precipitato dopo le gravidanze.
Nella stanza a fianco le creature di cui sopra giocano felici e ignare del giuramento che nel frattempo la mamma sta facendo coi telespettatori.
Il giuramento prevede numero 2 protesi, numero 1 sollevamento mammario e poi ancora rifacimento del naso (si chiama rinoplastica), liposuzioni sparse, rimodellamento della pancia, ricostruzione dei muscoli addominali e altre amenità.
Seguono intervista del marito entusiasta e trepidante ("non vedo l'ora ..."), del chirurgo trepidante ed entusiasta (dice in ordine inverso le stesse cose del marito, tanto che qualche sospetto lo desta), sequenze osè della moglie allo specchio che rimira le sue forme come qualcosa che presto non le apparterrà più e infine miniclip delle amiche che spiegano che contano le ore all'intervento per riavere la buontempona di un tempo, altrimenti avviata ad una parabola umana di accartocciamento metaforico e non.
L'ultima immagine prima del'anestesia è quella del chirurgo che sul corpo nudo della paziente tratteggia linee come un sarto davanti alla tela grezza.
Finalmente la macelleria ha inizio.
Ettari di pelle che vanno e vengono, trivelle che trivellano, tubi che aspirano, la paziente che viene girata e voltata per vedere l'effetto delle protesi da sdraiata, da seduta, da inclinata, da incaprettata.
C'è persino una specie di bidone nel quale converge il grasso in eccesso; il Dr. lo mostra euforico come un petroliere farebbe coi pozzi.
Segue il trionfo del Befor and After featuring il marito euforico, le amiche entusiaste, il chirurgo (ancora lui) che straparla e bimbi un po' straniati che faticano a riconoscere la mamma dietro ai due palloncini che ora la precedono.
Ma soprattutto lei.
Lei e le sue tette nuove di zecca, che rimira compiaciuta, tornando allo specchio con fare da playmate.
E poi ancora: lei che filosofeggia sui riflessi psicoemotivi dell'abbandono dei push up, lei che seduce il marito in un locale trendy ((malgrado lui indossi un'orrenda camicia a quadri; o forse la prova era proprio questa?), lei che sfinisce le amiche con continue proposte mondane ("non è più quella di una volta, prima non voleva mai uscire ora non sta mai ferma!") per finire con lei che riceve la standing ovation di tutta la sala operatoria, riunitasi per un party post convalescenza.
Beh, c'è un momento, in una qualsiasi di queste puntate di Dr. 92010 (così si chiama la serie), un istante che vale da solo il prezzo del biglietto ed è quando lei si risveglia dall'anestesia.
L'istante di mezzo tra il before e l'after.
Aveva negli occhi un'espressione nella quale c'è tutto quello che penso a proposito delle "faccende" cui avevo appena assistito.
Un consiglio alla produzione: la prossima volta fate trentuno e prevedete un ritocchino facciale che imprima alla protagonista un sorriso televisivo, definitivo.
E soprattutto eterno.

15 nov 2006

Datemi la due

Spero solo che la mia sede di lavoro sia tempestata di telecamere nascoste e microfoni invisibili.
E che un manipolo di teleguardoni,, in qualche parte del mondo, si stia sbellicando.
Sennò davvero mi sfugge il senso.

Ecco, appunto

Gino Paoli che dice che una volta han chiesto a Lauzi perché scriveva solo canzoni tristi.
"Perché quando sono allegro esco".

Ecco, appunto

Are you gonna go my way?

Lei vuole essere trombata, purchè lui le dica che l'ama.
Lui vuole trombarla.
Se lui le dice che l'ama, loro trombano.

7 nov 2006

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Pudori anagrafici

Rinnovo la carta d'identità e ne scopro una curiosa.
E' una sorta di consenso a far sì che lo stato civile venga riportato sul documento cartaceo.
In altre parole la Pubblica Amministrazione lo sa, ma il resto del mondo, se non ti va, no.
Immagino che un provvedimento del genere discenda da complesse motivazioni giuridiche che salto a piè pari.
Per come la vedo io la faccenda è che la possibilità di questo omissis sia una forma di riguardo, rispetto al dato che più attiene alla sfera personale.
Fin qui tutto bene.
The question is: quale sarà lo stato civile che non è il caso di sbandierare ai quattro venti?
Il mio o ... l'altro?

2 nov 2006

Due bracciate in centro

Lo so, lo so, con tutti i problemi che ci sono non è il momento per star dietro ai visionari.
Però il pensiero di far due bordi tra via Sacchi e Via Nizza mi intriga.
Per non parlare di un Italia-Senegal di beach volley a San Salvario.
O della prospettiva di uscire di casa con pinne e maschera nello zaino senza passare per il coinquilino di Hugh Grant in Notting Hill.
Insomma, il giorno che all'IKEA venderanno palme biocompatibili e barchette pieghevoli a forma di giandujotto ricordatevi che per la prima volta l'avete letto qui.